Tutte le valute principali si rafforzano contro il dollaro, tranne lo yen che continua a indebolirsi?
Morning FX
Quando un gigante del dollaro USA cade, tutte le valute non USD prendono vita; ma mentre euro, dollaro australiano e yuan cinese avanzano vigorosamente, lo yen sembra isolato, fermo ai suoi massimi, come se il tumulto nei mercati valutari internazionali non lo riguardasse.
1. In quali aspetti si manifesta la debolezza dello JPY?
Si manifesta in vari aspetti.
Guardando innanzitutto al mercato spot: dopo l’apertura dei negoziati USA-Iran, EUR, AUD e GBP hanno registrato aumenti di trecento punti, mentre USDJPY si è mosso di appena 150 pips, una differenza notevole.
Guardando alle opzioni: la curva di volatilità USDJPY a 1 anno è scesa ai minimi da luglio 2024. Cosa significa? Prima di luglio 2024 il differenziale tassi USD-JPY era molto alto e c’era una forte concentrazione di carry trade. Ora, il differenziale si è ridotto di oltre 240bp, ma spot e volatilità rimangono quasi invariati rispetto ad allora.
Anche il RR USDJPY è ai massimi dal 2024: il mercato delle opzioni non crede affatto nella possibilità di un apprezzamento dello yen.
Guardando infine ai cross: anche se USDJPY non aggiorna i massimi, i cross dello yen li aggiornano eccome! EURJPY, AUDJPY stanno segnando nuovi massimi del XXI secolo, CNYJPY continua a toccare record storici. Ottime notizie per aziende e privati che hanno bisogno di acquistare valuta estera in yen.
2. Da dove deriva la debolezza dello JPY?
(1) Fondamentali: nelle attuali condizioni di negoziati USA-Iran e collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz chiuso, lo yen, valuta rifugio e paese a forte importazione di petrolio, pagando il prezzo più alto. Siamo davanti a un “doppio colpo di sentiment di rischio elevato + prezzi del petrolio alti”. Inoltre, i prezzi del petrolio elevati comprimono le aspettative di taglio dei tassi da parte di Fed e BCE; in Europa si parla già di un prossimo ciclo di rialzo. Lo yen, ora, non gode più del vantaggio della convergenza delle politiche monetarie degli ultimi due anni.
(2) Intervento: anche se USDJPY non ha superato quota 160, i cross sullo yen continuano a segnare nuovi massimi. Il Ministero delle Finanze potrebbe intervenire, almeno con minacce verbali. Tuttavia, il governo giapponese è recentemente rimasto in silenzio, senza intenzione d’intervenire. Probabilmente sanno anche loro che, con i fondamentali attuali, l’intervento significherebbe solo regalare soldi e offrire l’occasione al mercato per shortare lo yen, un rimedio temporaneo.
(3) Carry trade: come detto sopra, la diminuzione della volatilità rende il carry/vol di USDJPY ancora più appetibile, quindi i carry trader possono incrementare le posizioni short su JPY.
3. Cosa fare col trading JPY?
(1) Puntare sull’apprezzamento: con RR USDJPY e spot entrambi su livelli elevati e la fascia 160-162 a rischio intervento, si può provare a lavorare su short RR a scadenza breve, sperando in un intervento, in un rialzo dei tassi in Giappone, o in uno squeeze dovuto a recessione.
(2) Guadagnare col carry (versione audace): personalmente preferisco andare long su AUDJPY, che gode del miglior carry e di una tendenza spot più marcata; tuttavia AUDUSD è ora su livelli alti, e un ritracciamento sarebbe un’occasione migliore per incrementare la posizione.
(3) Oppure lasciar perdere: non è forse meglio dedicare il tempo dello studio allo JPY ad altre valute?
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