Bitcoin torna a 80.000 dollari, ma MSCI brandisce di nuovo la spada! Il celebre volano di finanziamento di Strategy (MSTR.US) affronta il "giudizio sull’identità dell’indice"
A causa della significativa detenzione di bitcoin da parte di Strategy Inc., MSCI sta valutando l'introduzione di regole specifiche che potrebbero portare all'esclusione della società dagli indici azionari globali. La proposta escluderebbe le aziende che, secondo MSCI, si dedicano principalmente all'accumulazione di asset piuttosto che allo svolgimento di attività operative.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, la principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, bitcoin, ha recentemente superato di nuovo gli 80.000 dollari, offrendo una momentanea tregua alla Strategy (MSTR.US) guidata da Michael Saylor — le azioni della società hanno rimbalzato di oltre il 35% nell'ultima settimana, anche se nell'ultimo anno hanno comunque accumulato un calo di circa il 60%. Ciò dimostra che il recupero del prezzo del bitcoin può ripristinare il valore netto degli asset di bitcoin detenuti da Strategy e ridare fiducia ai mercati dei capitali, ma non elimina ancora il rischio strutturale della sua dipendenza dal finanziamento tramite emissione di azioni ordinarie, privilegiate e altri strumenti, con l'obiettivo di continuare ad aumentare le riserve di bitcoin; finora, la società ha investito oltre 60 miliardi di dollari per acquistare bitcoin e sta ancora cercando nuove fonti di capitale.
Il punto centrale delle ultime discussioni da parte della società globale di indici MSCI non riguarda direttamente il bitcoin, ma ridefinisce il confine tra "società operative" e "strumenti di investimento": se Strategy, nota come "grande detentore di bitcoin" o "azione ombra di bitcoin", venisse riconosciuta da MSCI come impegnata principalmente nell'accumulazione di asset e non svolgesse attività operative sostanziali sufficienti, potrebbe essere rimossa dagli indici, innescando così vendite tecniche da parte di fondi passivi, riduzione della copertura da parte degli investitori, incremento dei costi di finanziamento e pressioni di diluizione azionaria. Di conseguenza, ciò rappresenta non solo una potenziale revisione degli indici, ma anche un vero e proprio stress test sistemico per il modello "rialzo del prezzo del bitcoin — emissione di titoli per finanziare — acquisto di più bitcoin" ideato da Saylor.
Sotto la guida di Michael Saylor, la società Strategy (precedentemente MicroStrategy) ha iniziato dal 2020 a investire quasi tutta la sua liquidità in bitcoin. L'ascesa di Strategy si basa quindi su una strategia flywheel rivoluzionaria e innovativa: vendere azioni, acquistare bitcoin, cavalcare l'incredibile bull market del bitcoin e ripetere continuamente questa procedura. Nei momenti di massimo, la capitalizzazione della società superava di gran lunga il valore degli asset in criptovaluta da essa detenuti. Oggi questo premio è messo in discussione dal mercato, e la fiducia degli investitori di borsa nel "modello cassaforte del bitcoin" si sta rapidamente indebolendo.
Il rimbalzo del bitcoin non risolve la “crisi identitaria dell’indice”: MSCI riconsidera i confini delle società operative
Il rimbalzo di bitcoin ha dato un po' di respiro alla Strategy di Michael Saylor. Ma proprio mentre la pressione del mercato inizia ad alleviarsi, una minaccia di lunga data da parte del compilatore di indici MSCI sta tornando in auge.
MSCI sta valutando l'introduzione di una regola che potrebbe escludere la società dai suoi indici azionari globali, mettendo così ulteriormente sotto pressione il modello di finanziamento che sostiene le ingenti riserve di bitcoin di Strategy. Questa consultazione pubblica di MSCI arriva proprio mentre Saylor cerca nuovo capitale per continuare ad acquistare bitcoin, aumentando ulteriormente le preoccupazioni del mercato sulla diluizione degli azionisti e sulla performance dei titoli legati al piano di acquisto di bitcoin da oltre 60 miliardi di dollari.
La proposta escluderebbe le società che MSCI considera concentrate principalmente nell'accumulazione di asset e non nello svolgimento di reali attività operative. Secondo MSCI, applicando questo metodo basato sui dati fino a maggio di quest'anno, Strategy, la giapponese Metaplanet Inc. (anch'essa "cassaforte" di bitcoin) e Yellow Cake Plc, impegnata in asset dell'uranio, sarebbero tutte escluse.
La proposta fa riemergere una minaccia che all'inizio dell'anno sembrava sopita. Allora, MSCI aveva abbandonato un piano che colpiva specificamente le società detentrici di grandi quantità di asset digitali; in alternativa, aveva annunciato una revisione più ampia delle imprese le cui attività fossero più orientate all'investimento che all’operatività reale.
Questa distinzione è ora al centro della nuova consultazione. La proposta pubblicata da MSCI nelle scorse settimane non mira a regolamentare specificatamente bitcoin o altre risorse digitali, ma a valutare se una società abbia sufficiente attività operativa per essere inserita come titolo di riferimento nei suoi indici azionari.
Edward Yoon, strategist degli indici presso Macquarie Capital, ha affermato: "MSCI ha ampliato la portata della discussione, arrivando a una domanda fondamentale: che tipo di società può essere riconosciuta come operativa e qualificarsi per essere inclusa nei tanti indici MSCI dei mercati azionari."
Con il ritorno di bitcoin sopra gli 80.000 dollari, nell’ultima settimana il titolo Strategy è salito di oltre il 35%, offrendo una pausa dopo il lungo declino di criptovalute e prezzo delle azioni. Tuttavia, negli ultimi dodici mesi il titolo è comunque calato di circa il 60%.
Disimpegno dei fondi passivi e aumento dei costi di finanziamento: la rimozione dagli indici potrebbe comprimere la struttura del capitale di Strategy
La prospettiva di essere esclusi dagli indici principali aggiungerebbe ulteriore pressione alla struttura del capitale di Strategy. La base di investitori obbligati a detenere il titolo si ridurrebbe, a discapito della domanda di mercato e con un impatto negativo sul prezzo azionario.
Melissa Roberts, Managing Director per la ricerca sull’equilibrio degli indici e sulle opportunità strategiche presso Stephens Inc., sottolinea come la rimozione da un indice di riferimento possa provocare pressione tecnica nel breve termine, arrivando talvolta a dominare i fondamentali dell’azienda. "Una delle conseguenze più gravi dell'uscita da un indice," aggiunge, "è la perdita di gran parte della visibilità del titolo presso gli investitori. In generale, l’esclusione porta a un aumento del turnover e può far registrare una performance inferiore durante la fase di ricostituzione azionaria."
Nella proposta pubblicata ad agosto, MSCI introduce un processo di selezione quantitativa basato su cinque indicatori finanziari: intensità di asset operativi, intensità di spesa, selezione del cash flow, intensità del fair value e dipendenza dal capitale. Se una società non supera i rigidi criteri sugli asset operativi chiave e fallisce in almeno quattro dei cinque test aggiuntivi, non verrà considerata idonea all’inserimento nell’indice.
Secondo Yoon, il metodo è pensato per identificare quelle società la cui attività economica è più simile a uno strumento di investimento che a un’attività operativa. Fondi ETF, fondi di investimento e società di sviluppo commerciale sono già esclusi dal sistema degli indici investibili MSCI.
Yoon aggiunge: "Pertanto, questa consultazione non introduce un concetto completamente nuovo. Piuttosto, estende i principi esistenti anche a quelle società che, pur avendo una struttura societaria tradizionale, presentano caratteristiche economiche simili a strumenti di investimento."
Un precedente oltre i flussi di capitale a breve? Le società quotate basate su asset devono affrontare un interrogativo esistenziale
Il cuore della controversia è il seguente: con società come Strategy sempre più focalizzate sull’accumulazione di asset per definire il proprio modello di business, come dovrebbero gli indici distinguere tra società operative e strumenti di investimento?
Lance Vitanza, Senior Analyst presso TD Securities, ha dichiarato: "La nostra conclusione è che questa controversia non darà luogo, nell’immediato, a forti deflussi sul titolo MSTR in sé, ma fungerà da precedente fondamentale per le cosiddette società-cassaforte del bitcoin e in generale per le quotate basate sul possesso di asset. Riteniamo che il mercato stia sottovalutando il peso più ampio di questa consultazione."
Strategy, guidata dal co-fondatore Saylor, non ha risposto alle richieste di commento. Tuttavia, in un post sui social media la società ha affermato: "I compilatori di indici dovrebbero considerare le condizioni specifiche del mercato, non decidere quali asset possono essere detenuti dalle società. La proposta di MSCI è fortemente disallineata con le posizioni delle autorità di regolamentazione, del mercato e dei suoi stessi clienti."

L’attuale proposta sembra inoltre mirata a limitare l’impatto dei cambiamenti regolamentari sui titoli già presenti negli indici. Yoon evidenzia che MSCI sta considerando l’introduzione di una watch-list, di soglie “cuscinetto” e la regola che l’esclusione avvenga solo se una società fallisce la selezione per due periodi di revisione consecutivi.
Aggiunge infine: "Questo approccio prudente dà tempo agli emittenti e agli investitori di valutare i potenziali impatti, contribuendo al tempo stesso a evitare turbolenze inutili nei portafogli che replicano i benchmark."
MSCI è ora in consultazione con i partecipanti di mercato: la raccolta dei feedback scade a fine settembre, e in ottobre saranno annunciati i risultati della consultazione.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
I dati occupazionali di ottobre riaccendono le aspettative di un rialzo dei tassi a dicembre! Wall Street scommette su una probabilità superiore all’80%, “Il nuovo portavoce della Fed”: la svendita causata dall’AI potrebbe diventare una variabile di politica monetaria.
Dopo il rapporto sui posti di lavoro non agricoli, la probabilità di un aumento dei tassi a dicembre, secondo i trader, è salita fino all’85%. Gli operatori di Wall Street ritengono che il rapporto lasci spazio a ulteriori rialzi dei tassi, riportando pressione sui tassi dopo le elezioni di metà mandato, proprio mentre il mercato temeva che il rallentamento della costruzione dell’AI potesse indebolire le aspettative di stretta monetaria. Alcuni restano tuttavia cauti su un rialzo a dicembre, poiché la volatilità del mercato azionario e le prospettive di investimento nell’AI potrebbero trattenere la Fed. La cosiddetta “Nuova Agenzia di Comunicazione della Fed” sostiene che il rapporto non abbia scosso il giudizio della Fed su crescita economica e inflazione; resta da vedere se la svendita di asset AI cambierà le condizioni finanziarie, diventando una nuova variabile per la decisione di dicembre. Si dovrà inoltre osservare se Waller attribuisca più importanza ai dati sull’occupazione passati o ai segnali di mercato prospettici.
L'occupazione non agricola negli Stati Uniti è aumentata a ottobre di 165.000 unità, ben oltre le aspettative! Il tasso di disoccupazione è sceso sorprendentemente al 4,1%, riscaldando le aspettative di un aumento dei tassi di interesse a dicembre.
A ottobre negli Stati Uniti l’occupazione non agricola è aumentata di 165.000 unità, pari a 2,5 volte rispetto alla previsione mediana di Wall Street di 65.000, rappresentando una deviazione eccezionalmente forte di circa 5 deviazioni standard, oltrepassando la fascia superiore delle stime di tutte le istituzioni. Il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso dal 4,2% al 4,1%, mentre il mercato si aspettava rimanesse invariato; anche la crescita annuale del salario medio è accelerata al 3,1%. Allo stesso tempo, i dati dei due mesi precedenti sull’occupazione non agricola sono stati rivisti al rialzo per un totale di 84.000 unità. Dopo la pubblicazione dei dati, il rendimento del Treasury a 2 anni è salito di 7 punti base e la probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre è stata stimata al 70%.
La ondata di vendite di AI colpisce l'IPO di Anthropic, la valutazione potenziale prevista scende a 1,2-1,3 trilioni di dollari
La fascia di valutazione discussa dai potenziali investitori è stata ridotta dal precedente massimo di 2.000 miliardi di dollari a 1.200-1.300 miliardi di dollari, e alcuni strategist suggeriscono persino di scendere sotto i 1.000 miliardi per garantire maggiore sicurezza. Di fronte alla forte volatilità del mercato e alle preoccupazioni finanziarie come le perdite trimestrali, Anthropic si trova di fronte ad una difficile scelta tra una valutazione al ribasso, un’emissione ridotta o il rinvio della quotazione in borsa.

I ricavi del terzo trimestre di Moderna aumentano del 29% su base annua, superando le aspettative; la guidance di crescita dei ricavi annuali viene aumentata al 15%-25% | Notizie sui risultati finanziari
I ricavi del terzo trimestre di Moderna sono cresciuti del 29% su base annua, raggiungendo 1,31 miliardi di dollari, con utili nettamente superiori alle aspettative. L’azienda ha rivisto al rialzo la previsione di crescita dei ricavi per il 2026, portandola al 15-25%. La crescente domanda di vaccini di nuova generazione contro il Covid-19, i vaccini antinfluenzali e l’espansione nei mercati internazionali hanno favorito il miglioramento dei risultati. Anche i dati di fase III sul vaccino personalizzato contro il cancro hanno mostrato progressi positivi. L’azienda sta contemporaneamente promuovendo la riduzione dei costi e lo sviluppo della pipeline, con una significativa revisione al rialzo delle previsioni di liquidità per fine anno.
