Indagine sulla salute e i benefici di UBS: Elevance Health (ELV.US) in testa, i datori di lavoro americani si preparano all'aumento dei costi sanitari
Nell'indagine annuale sulla gestione dei benefici per i dipendenti condotta da UBS, Elevance Health (ELV.US) è stata valutata come la compagnia di assicurazione sanitaria americana con il punteggio più alto.
Secondo quanto riportato da Investimento Intelligente, nell'annuale sondaggio sui responsabili dei benefit aziendali condotto da UBS, Elevance Health (ELV.US) si è classificata come la migliore compagnia assicurativa sanitaria degli Stati Uniti, mentre le tre principali Pharmacy Benefit Manager (PBM) sembrano essere in una posizione favorevole per resistere all'ondata di revisione dei contratti prevista per il 2027.
Il team di analisti guidato da A.J. Rice di UBS ha intervistato 166 manager dei benefit provenienti da aziende con oltre 100 dipendenti. L’indagine ha riguardato la posizione competitiva delle compagnie assicurative, le previsioni sui costi medici e farmaceutici, le priorità dei benefit e i piani di acquisto per l’anno successivo.
Elevance Health, che gestisce piani Blue Cross Blue Shield in 14 stati americani, ha ottenuto il punteggio complessivo più alto con 4,34 punti su 5. UnitedHealth (UNH.US) si è classificata seconda con 4,23 punti, seguita da Kaiser Permanente con 4,20.
Elevance è risultata leader nelle categorie servizio clienti e rete di servizi medici. Aetna, divisione di CVS Health (CVS.US), ha ottenuto il punteggio più alto nella gestione sanitaria e delle malattie, mentre Kaiser Permanente si è classificata prima nel supporto ai piani e negli strumenti digitali.
Cigna (CI.US), che lo scorso anno era in cima alla classifica generale, ha visto una leggera flessione ma mantiene la leadership tra i datori di lavoro con 501-5000 dipendenti.
Il sondaggio rappresenta un segnale positivo per Elevance e UnitedHealth, proprio mentre i datori di lavoro si preparano a riconsiderare un numero eccezionale di contratti di benefit sanitari. Il primo posto di Elevance potrebbe favorirne la conquista di nuovi clienti, mentre UnitedHealth gode sia di un alto tasso di soddisfazione sia del minor rischio di nuova gara tra i clienti esistenti.
CVS Health e Cigna subiscono maggiori pressioni nel ramo assicurativo, ma restano competitive nel settore dei benefit farmaceutici. A livello di settore, la rapida crescita dei costi medici potrebbe portare a premi assicurativi più elevati; tuttavia, errori di valutazione o un controllo inefficace dei sinistri espongono comunque le compagnie al rischio di perdite.
Un numero crescente di datori di lavoro apre la gara per i contratti
Circa il 77% degli intervistati prevede di richiedere nuove proposte per la totalità o la maggior parte dei benefit medici principali nel 2027. Questa quota è cresciuta significativamente rispetto al 53% dello scorso anno e al 41% dell'anno precedente.
Aetna e i piani Blue Cross Blue Shield non affiliati a Elevance sono quelli che affrontano il maggior rischio di rinegoziazione (90%), seguiti da Cigna ed Elevance stessa. UnitedHealth ha il rischio di rinegoziazione più basso tra i principali assicuratori.
I criteri di acquisto sono inoltre cambiati. Il costo e gli sconti restano in testa ma solo il 36% li considera prioritari (rispetto all’89% del 2022). La copertura della rete è il secondo criterio più importante, seguita dall’assistenza clienti e dalla gestione delle cure. Telemedicina e flessibilità acquisiscono crescente rilevanza nel processo decisionale.
I costi sanitari accelerano la crescita
I datori di lavoro prevedono che entro il 2027 i costi totali dei piani assicurativi self-funded aumenteranno del 7,9%, rispetto al 7% stimato per quest’anno. Gli aggiustamenti dei benefit (cosiddetti “buy-down”) dovrebbero ridurre la crescita di circa lo 0,3%, lasciando un aumento netto del 7,5%.
I dipendenti dei programmi self-funded dovranno sostenere il prossimo anno una spesa maggiore per premi e costi condivisi, in media superiore del 5,8%. I datori di lavoro con assicurazione fully-insured stimano un aumento medio dei premi del 5,5% per i lavoratori, in calo rispetto all’8,3% indicato nell’ultima indagine.
I trattamenti contro l’obesità GLP-1 sono identificati come il maggior contributore all’aumento dei costi sanitari, seguiti dall’incremento delle tariffe delle prestazioni mediche. I farmaci speciali e i pazienti ad altissimo costo restano una delle principali fonti di pressione economica.
I grandi PBM mantengono un vantaggio competitivo
La concorrenza tra Pharmacy Benefit Manager (PBM) si intensifica: il 92% degli intervistati ha contratti PBM in scadenza nel 2027 e il 65% pianifica la pubblicazione di gare, più del doppio rispetto al 30% del 2022.
Nonostante ciò, i tre principali PBM conservano una posizione competitiva privilegiata. CVS Caremark, Express Scripts (di Cigna) e Optum Rx (di UnitedHealth) affrontano un rischio di rinegoziazione relativamente basso e sono considerate le aziende più promettenti per migliorare la loro posizione sul mercato nel 2027.
La gestione dei costi resta il fattore più rilevante nella scelta del PBM, seguita dalla trasparenza (al secondo posto insieme alla gestione dei farmaci speciali). L’importanza dei rebate diminuisce drasticamente: solo l’11% considera i rebate una priorità, in netto calo rispetto al 37% dell’anno precedente.
I datori di lavoro prevedono che il costo dei farmaci da prescrizione aumenterà del 5,6% nel 2027, contro il 5,4% stimato per quest’anno.
La copertura dei farmaci GLP-1 si estende notevolmente
L’indagine rileva che oggi il 91% dei datori di lavoro offre la copertura dei nuovi farmaci antiobesità rispetto al 52% dello scorso anno. Tuttavia, la maggior parte prevede limitazioni nei piani, tra cui richieste di autorizzazione preventiva e soglie minime di indice di massa corporea.
Secondo UBS, il 19,1% dei lavoratori assicurati e familiari utilizza farmaci GLP-1 per l’obesità; ci si attende che la quota salga al 20,6% il prossimo anno.
Gestione del peso e salute mentale diventano le aree di spesa dei benefit aziendali in maggiore crescita. Il 55% circa dei datori di lavoro prevede l’aumento dei fondi per queste categorie, a sottolineare l’importanza sempre più rilevante delle terapie contro l’obesità e dei servizi per il benessere comportamentale sia dal punto di vista economico sia clinico.
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