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JPMorgan mantiene il rating "neutrale" su BioNTech (BNTX.US): ottimista sul potenziale del pumitamig combinato con B7-H3 ADC, ma i dati chiave saranno disponibili solo dopo il 2028

JPMorgan mantiene il rating "neutrale" su BioNTech (BNTX.US): ottimista sul potenziale del pumitamig combinato con B7-H3 ADC, ma i dati chiave saranno disponibili solo dopo il 2028

智通财经智通财经2026/10/27 07:56
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Per:智通财经

JPMorgan mantiene il rating "neutrale" su BioNTech con un prezzo obiettivo di 92 dollari.

Secondo quanto riportato da Mondo Finanziario Intelligente APP, il Congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) si è tenuto dal 23 al 27 ottobre a Madrid, in Spagna. Dopo la partecipazione, JPMorgan ha pubblicato un rapporto di ricerca su BioNTech (BNTX.US), in cui, sin dall’inizio, la banca dichiara chiaramente: gli aggiornamenti presentati all’ESMO "sebbene positivi, considerando che il set di dati è ancora nelle fasi iniziali o intermedie e le tempistiche delle letture chiave—specie per pumitamig, che arriverà solo dopo il 2028—2030—non modificano sostanzialmente la nostra view". JPMorgan mantiene il rating "Neutrale" su BioNTech, con un target price di 92 dollari.

Dopo aver comunicato con l’azienda al termine del congresso, la banca conferma che BioNTech sta concentrando le sue energie sulle terapie combinate, di cui pumitamig rappresenta l’asse portante, tipicamente in combinazione con pumitamig+B7H3 ADC. Il rapporto analizza poi punto per punto gli studi chiave presentati durante il congresso.

In una prospettiva più ampia, l’atteggiamento di JPMorgan resta attendista: sebbene una parte significativa della capitalizzazione di BioNTech sia sostenuta dalla cassa, non è previsto un ingresso ai livelli attuali finché la pipeline non sarà più trasparente.

pumitamig: primi dati di fase II nel tumore polmonare avanzato, risultati nettamente superiori al docetaxel standard

ROSETTA Lung-107 è uno studio globale di fase II che valuta pumitamig (modulatore immunitario bispecifico PD-L1×VEGF-A, sviluppato in collaborazione con Bristol Myers Squibb) in combinazione con docetaxel, per i pazienti affetti da NSCLC avanzato in progressione dopo immunoterapia+chemioterapia. Nei pazienti valutabili per efficacia, il tasso di risposta obiettiva confermata (cORR) era del 37%, la mediana di sopravvivenza libera da progressione (mPFS) di 6,9 mesi (dati raccolti fino al 10 luglio 2026, follow-up mediano 12,2 settimane).

Il confronto con il benchmark è cruciale: il docetaxel di seconda linea, come singolo agente, storicamente presenta un ORR del 13% circa e una mPFS di 3,5—4 mesi. La risposta è stata osservata su tutti i livelli di PD-L1; analizzando i sottogruppi, nei pazienti squamosi (n=7) il cORR/ORR non confermata era del 57%, nei pazienti non squamosi (n=23) rispettivamente del 30%/39%.

In termini di sicurezza, JPMorgan giudica il profilo accettabile: eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) di grado 3 o superiore collegati a pumitamig si sono verificati nel 18% dei pazienti, con interruzione per TRAE legati a pumitamig nell’8% dei casi; tra gli eventi avversi di rilievo, tutti gli episodi di sanguinamento (16%) erano di grado 1, senza riscontro di ipertensione di grado ≥3 o proteinuria.

La conclusione della banca non sorprende—"aggiungendo pumitamig al docetaxel si osserva un maggior beneficio, il che non ci stupisce"—ritenendo che questi dati di seconda linea supportino ulteriormente il beneficio di pumitamig nei pazienti NSCLC a livello globale.

Le tempistiche sono una delle principali limitazioni sottolineate dal rapporto: pumitamig è attualmente oggetto di quattro studi di fase III a livello globale—prima linea NSCLC (ROSETTA Lung-02, dati attesi nel 2029), NSCLC di prima linea PD-L1>50% (ROSETTA Lung-202, dal 2030 in avanti), consolidamento dopo chemio-radioterapia per NSCLC non operabile in stadio III (ROSETTA Lung-201, dal 2030 in avanti), e SCLC di prima linea (ROSETTA Lung-01, 2028).

BNT324 (B7H3 ADC): dati combinati particolarmente promettenti, 6mg/kg è il dosaggio preferibile

BNT324 è un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) diretto contro B7-H3. Al congresso sono stati presentati i dati aggiornati della monoterapia di fase II per il carcinoma ovarico resistente al platino (PROC), oltre ai primi dati della combinazione con pumitamig per il PROC.

La combinazione ha prodotto un dato impressionante: cORR del 71% (con 2 risposte da confermare), con un follow-up mediano di 6,5 mesi (dati fino al 4 settembre 2026, n=31).

Per quanto riguarda la monoterapia, lo schema da 6 mg/kg ogni tre settimane è considerato da JPMorgan il più preferibile—sulla base del confronto con l’azienda e della presenza di dati di combinazione con pumitamig solo per questo dosaggio. In 16 pazienti, il cORR era del 50% (ORR non confermata 62,5%), la durata mediana della risposta 6,9 mesi, mPFS 8,3 mesi. Il regime da 9 mg/kg ogni tre settimane ha mostrato una efficacia maggiore ma una tossicità elevata—il 81% dei pazienti ha avuto TRAE di grado ≥3, contro il 44% del gruppo 6mg.

In sintesi: BNT324 mostra potenzialità sia come monoterapia sia in combinazione; i dati della monoterapia sono competitivi, ma dopo il confronto con l’azienda, JPMorgan ritiene che la priorità di BNT324 sia data dalla combinazione con pumitamig.

pumitamig+BNT324: attività precoce in diversi tipi di tumore, dati su carcinoma epatico i più seguiti

Lo studio globale di fase II ha presentato i primi risultati di pumitamig+BNT324 in vari tumori solidi, proseguendo quanto già mostrato al World Conference on Lung Cancer (WCLC) per il tumore polmonare a piccole cellule. All’ESMO sono stati aggiunti dati preliminari di attività antitumorale in carcinomi della testa-collo, melanoma, epatocarcinoma, carcinoma cervicale e carcinoma ovarico resistente al platino.

Il follow-up nei cinque tipi di tumore variava da 4,8 a 7,7 mesi; interessante notare che, in pazienti già trattati con immunoterapia e/o bevacizumab, ORR non confermata e confermata risultavano simili alla popolazione generale. I dati su epatocarcinoma (HCC) e carcinoma ovarico resistente al platino sono stati evidenziati dal rapporto: su 21 pazienti HCC (con una mediana di due linee di trattamento precedenti, 19 dei quali già trattati con IO e/o bevacizumab), la combinazione ha ottenuto un ORR non confermata/ORR del 43%/38%. Il profilo di sicurezza era gestibile, senza tossicità dose-limitante (DLT) riscontrata e in linea con le caratteristiche note dei singoli farmaci.

gotistobart: il melanoma non è più una priorità, attenzione puntata sulla fase III testa a testa

BioNTech ha inoltre presentato dati aggiornati di follow-up più lungo per gotistobart in combinazione con pembrolizumab, destinati a pazienti con melanoma recidivante/refrattario pretrattati con CTLA-4 e PD-(L)1, nelle fasi I/II: gruppo 3mg/kg (n=22) cORR/mPFS del 18%/2,6 mesi, gruppo 6mg/kg (n=27) del 22%/2,1 mesi.

Sebbene ORR e mPFS siano simili nei due gruppi, la mediana di sopravvivenza globale presenta elevate variazioni: gruppo 3mg/kg 28 mesi (follow-up 33 mesi), gruppo 6mg/kg 11 mesi (follow-up 41 mesi).

Dopo confronto con l’azienda, JPMorgan chiarisce che il melanoma (dopo trattamento immuno-oncologico) non è la priorità per gotistobart. L’attenzione della società è rivolta allo studio di fase III testa a testa—gotistobart come monoterapia vs docetaxel per NSCLC squamoso di seconda linea, con endpoint primario la sopravvivenza globale, dati previsti per quest’anno.

Valutazione e posizionamento

Il rapporto non apporta modifiche a rating e target price. JPMorgan conferma rating "Neutrale" e target price di 92 dollari, per un upside di circa il 5,9% sull’attuale prezzo di 86,86 dollari—posizione piuttosto prudente tra gli analisti che coprono il titolo. Il motivo attendista non riguarda la valutazione in sé, ma le tempistiche: le letture chiave degli asset centrali sono previste tra il 2028 e il 2030, mentre i dati attuali sono ancora riferiti a piccoli campioni e risultati intermedi/precoci con follow-up breve.

JPMorgan sottolinea inoltre un aspetto strutturale: una parte importante della capitalizzazione di BioNTech è rappresentata dalla cassa—ciò offre un certo “cuscinetto” sul ribasso, ma implica anche una maggiore dipendenza del titolo dalla concretizzazione futura della pipeline; in attesa di dati più chiari, la banca preferisce non intervenire. Va precisato che questo rapporto non fornisce un elenco separato di rischi al rialzo/ribasso, né dettagli su parametri valutativi (come DCF, WACC ecc.), trattandosi di una nota di meeting e non di un report di rating completo.

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